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Ubuntu+Android=Futuro (?)
Quella odierna è forse una data da segnare sul calendario: i posteri la ricorderanno come il giorno in cui la fusione tra Ubuntu e Android divenne qualcosa di più di un esercizio di stile o una rivoluzione per soli nerd.Quando circa un anno fa fu presentato il sistema WebTop del Motorola Atrix rimanemmo tutti molto affascinati, chiedendoci se non sarebbe stato quello il futuro degli smartphone. La risposta data da Canonical sembra in effetti affermativa.
Per dimostrarlo, l’azienda ha sfruttato un Atrix 2 con software ovviamente modificato: usato come smartphone avrete davanti una normale e perfettamente funzionante versione di Android, collegato ad un monitor avrete invece a disposizione il desktop di Ubuntu, e non l’interfaccia in qualche modo semplificata che i proprietari della Lapdock di Motorola sicuramente conosceranno.
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Google, una risata per YouTube
Il video più divertente di YouTube? Un gatto capace di dire “no”. Non è la scoperta di un gruppo di esperti di comicità, e nemmeno il risultato di un sondaggio indetto dagli utenti: è l’esito del nuovo “algoritmo divertente” elaborato da Google.L’iniziativa di scoprire tramite un modello matematico quale fosse il video più simpatico della Rete proviene da YouTube Comedy Slam, il contest online per decretare il video più comico di tutti i tempi. E, sebbene la classifica degli “All Time Winners” sul podio non mostri il gattino parlante, la matematica di certo non si contesta.
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Pinterest: curiosa novità o noiosa ridondanza?
Social network. Di quelle parole ormai quasi generiche, social network oggi significa tanto e niente. Serve a dire accessibilità, condivisione, semplicità, comunicazione. Ma acquista anche un altro significato, un significato nuovo ancora troppo poco toccato dal re Facebook: partire dalle immagini per la manifestazione di interessi “coincidenti” da parte degli utenti, concept su cui si basa la grande idea di Pinterest, nuovo concorrente di cui il gigante dovrà ora guardarsi.Puntine. Pinterest, che nasce dall’unione delle parole pin (puntine) e interest (interesse), si gioca infatti il tutto per tutto portando avanti una tesi ancora da svelare ed abbracciare completamente. Quella di non voler basare i contatti attraverso delle amicizie già costituite e semplicemente da riprendere e virtualizzare su internet a causa, a volte, di distanze anche impietose, ma di far nascere questi rapporti attraverso un leitmotiv sicuramente diverso: trovare passioni comuni con gli altri, trarre ispirazione da quello che viene pubblicato, rendere ed estendere pensieri quasi esclusivamente con immagini “affisse” in bacheca – proprio a dire l’idea della “puntina” – da cui possono nascere discussioni e non solo.
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Volunia, la risposta italiana a Google
Che ci sia ciascun lo sa, cosa sia nessun lo sa. Sono le ultime ore di mistero per Volunia, che è un nome affascinante e molto altro: un motore di ricerca, un progetto innovativo del web, una scommessa tutta e solo italiana, un terremoto per Google, un prodotto capace di coinvolgere il pianeta, un passo decisivo verso il web semantico. Le ultime ore e poi potremo toccare con mano quello che Massimo Marchiori, testa fina di matematico, lancia nell’universo web.Finora accenni, parole, tutte le definizioni sopra scritte che ai comuni mortali non fanno capire un bel nulla, se non che è una novità. Un approccio diverso, che non fa concorrenza a Google: Marchiori lo dice sempre, come un mantra. In fin dei conti il mondo conosce quest’uomo perché l’algoritmo che fa muovere il motore di ricerca più utilizzato al mondo l’ha regalato lui a Larry Page, che l’ha sviluppato.
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Google sa tutto di noi? Chiediamolo a Panopticlick
Dal primo marzo, Google cambierà le proprie regole nella gestione dei dati dei propri utenti, e c’è già chi si preoccupa. In effetti, l’unificazione dei diversi profili compilati per i singoli servizi del motore di ricerca permetterà anche agli iscritti di semplificarne l’uso. Si potrà passare con maggiore disinvoltura dall’uno all’altro e sfruttarli in modo più personalizzato. Tuttavia, la concentrazione di informazioni che Google è in grado di assemblare su tutti noi è ora ancora più evidente e forse non è fuori luogo provarne un po’ di inquietudine.Continua la lettura dell’articolo »
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Angry Birds su Facebook? Da San Valentino
Angry Birds, famoso gioco nato inizialmente per dispositivi iOs e poi adattato su piattaforme differenti, prestò sbarcherà sul noto social network. La notizia rallegrerà di certo tutti gli appassionati, che potranno così divertirsi con Angry Birds anche senza usare uno smartphone.La data fissata per l’evento è il 14 Febbraio, proprio il giorno di San Valentino; la scelta sarà stata dettata dalla scaramanziacome buon auspicio o per dare un tocco di romanticismo all’unione fra Facebook e gli iracondi volatili?
Il momento sta per giungere, l’attesa è ormai arrivata agli sgoccioli. Se su iOs Angry Birds ha avuto tanto successo, ci si aspetta che ne otterrà altrettanto su Facebook, anche perchè gran parte degli iscritti potrebbe non avere un iPhone o comunque un iDevice con cui giocare.
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I social network a Google: “Don’t be evil”
Si chiama «Don’t be evil» ed è un plugin che integra nei risultati di Google anche le pagine degli altri social networkSolo qualche giorno fa Google aveva annunciato la ricerca sociale, ovvero l’aggiunta della Serp «Search Plus Your World» all’interno dei risultati di ricerca. Il nuovo servizio aveva causato alcune polemiche, soprattutto tra gli altri social network, visto che la comparsa di pagine di Google+ all’interno del motore di ricerca avrebbe portato benefici esclusivamente alla rete sociale di Big G. Contro la nuova funzione era intervenuta persino l’associazione Epic (Electronic Privacy Information Center) per chiedere alla Federal Trade Commission di indagare sulla proposta di Google, ritenendo che un servizio del genere rappresentasse una posizione dominante troppo forte nei confronti dei concorrenti.
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Linux, aumentano gli apprezzamenti al Pinguino
Una recente indagine, la Linux Adoption Trends 2012, realizzata grazie alla collaborazione di 428 professionisti IT in forza ad organizzazioni con almeno 500 milioni di dollari di fatturato e 500 dipendenti, mostra numeri interessanti per Linux.Disponibile per il download sul sito della Linux Foundation, nella ricerca 8 intervistati su 10 dichiarano di aver aumentato il numero di server Linux presenti nella propria azienda negli ultimi 12 mesi e prevedono di aggiungerne altri entro il prossimo anno. Lo stesso numero di intervistati ha dichiarato che prevede di aggiungere ulteriori server Linux nei prossimi cinque anni, un vero successo rispetto al 21,7% che invece prevede di aumentare il numero di server Windows. Quando si tratta della gestione di database di grandi dimensioni, inoltre, il 72% degli intervistati sceglie Linux come piattaforma, mentre solo il 35,9% prevede di utilizzare Windows.
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Aggiungere icone sul desktop di Gnome 3
Recentemente sono passato all’utilizzo di Gnome 3, ed anche se il primo impatto non è stato esattamente amichevole, mi sto sforzando per il bene della scienza di continuare nella sperimentazione. Ma c’è una cosa che non posso digerire: l’impossibilità di mettere le icone sul desktop.Fortunatamente nel mondo dell’Open Source tutto si personalizza e niente è in realtà imposto (anche perché si può sempre cambiare tutto). Quindi anche un’operazione come quella che cerchiamo di realizzare può essere svolta con due righe di terminale (sì lo so esistono altri modi, ma il terminale ha sempre il suo fascino) . Digitiamo sul nostro fedele compagno:
gsettings set org.gnome.desktop.background draw-background true
gsettings set org.gnome.desktop.background show-desktop-icons trueContinua la lettura dell’articolo »
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Una guida per autostoppisti Python
La Hitchhiker’s Guide to Python si propone, sia per i principianti, sia per gli utilizzatori già esperti, come best practice per tutte le fasi di installazione, configurazione e uso del programma.Il progetto è in fase di sviluppo, quindi deve ancora crescere: nello scheletro che si può parzialmente consultare, e nel quale è da poco possibile anche effettuare delle ricerche, troviamo, dopo i collegamenti relativi alla community, una sezione introduttiva, che contiene ancora poco materiale, oltre ai riferimenti relativi al manutentore della guida stessa (è ancora da scrivere una sezione introduttiva generale sul linguaggio).
Chi volesse collaborare al completamento di questa o di altre sezioni può cominciare a leggere la pagina contribute dove troverà la Guide Style Guide e la todo list, reperibile anche in formato compatto in GitHub.
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Il network DEA sistemi
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