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LinkedIn: no alla prostituzione
LinkedIn, il social network dei professionisti, ha deciso di bandire chi esercita la “professione più antica del mondo”, ossia escort e prostitute.L’esclusione di chi si dedica a questo tipo di attività è diventata esplicita con l’ultimo aggiornamento dei termini d’uso, ma in realtà non è una novità assoluta.
Fin dall’inizio – 10 anni fa – LinkedIn infatti vietò ai propri utenti l’utilizzo del proprio profilo per intraprendere o promuovere attività illegali; l’ulteriore chiarificazione si è resa necessaria ultimamente poiché in alcuni Paesi la prostituzione è legale.
Il social network ha quindi deciso di rendere più evidenti le proprie regole in merito: «Lei si impegna a non fare quanto segue» si legge: «Caricare, pubblicare, inviare email, trasmettere o mettere a disposizione in altro modo oppure dare inizio a qualsiasi contenuto che [...] Anche se fosse legale nel luogo in cui Lei si trova, creare profili o fornire contenuti che promuovono servizi escort o prostituzione».
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Facebook Home: successo o flop?
A leggere i numeri dello store è un successo senza discussione. Un milione di download su Google Play per Facebook Home in sole quattro settimane. Tuttavia le recensioni non sono entusiastiche: solo due stelle (su cinque) il rating degli utenti italiani. La critica sostanziale è però più che altro psicologica. In rete ci si lamenta di un nuovo modo di accedere e governare il social network ma sopratutto di una interfaccia che copre quella a cui si è abituati. Non mancano critiche tecniche e malfunzionamenti ma i bug vengono corretti col passaggio di versione.Di certo c’è il tentativo da parte di Mark Zuckerberg di mettere le mani sulla telefonia e il modo migliore è quello di incappucciare il buon vecchio sistema operativo Android in omaggio alla mirabilia delle applicazioni di Fb. La nuova esperienza, per Android, del social network – a metà fra app e sistema operativo – non ha ancora stimolato reazioni ufficiali da parte di Google ma è evidente che a Mountain View non saranno felici della nuova iniziativa di Zuckerberg per far guadagnare visibilità al sui social network. E non solo su Android.
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Facebook: perché esserci?
Continua in rete il dibattito sull’utilità del social network per le associazioni non profit. Dal fundraising alla notorietà, dalla ricerca di nuovi volontari allo “storytelling”, ecco tutti i vantaggi che possono derivare da un account ben gestito.Dopo il caso di Unicef Svezia, che ha lanciato una campagna pubblicitaria per invitare i sostenitori a fare di più che cliccare il tasto “mi piace” (“mi piace” non salva nessuna vita, è il concetto), ecco la risposta di un blog statunitense specializzato in consulenza al terzo settore, che invece elenca sette motivi per cui le associazioni dovrebbero essere sul social network più popolare al mondo.
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Sempre YouTube, 8 anni dopo
Ciascuno ricorderà sicuramente il 2005 per propri motivi ed eventi che lo hanno riguardato in prima persona, tuttavia un avvenimento in particolare resterà nel ricordo comune di molti: la pubblicazione del primo video su YouTube, la celebre piattaforma di condivisione di filmati che recentemente ha raggiunto 1 miliardo di utenti al mese.Ieri, 23 aprile 2013, il portale ha festeggiato ufficialmente gli 8 anni di vita.
Era il 23 aprile 2005 quando, alle ore 8.00 di sera è stato pubblicato su YouTube il primo video, dal titolo “Me At The Zoo”, della durata di appena 20 secondi. Il video ritraeva un giovane Jawed Karim, co-fondatore della piattaforma, allo Zoo di San Diego vicino ad alcuni elefanti. Un filmato pubblicato per testarne il funzionamento prima del lancio ufficiale qualche mese dopo.
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The TripMill: il social network dei viaggi
È da pochi giorni online un nuovo interessantissimo social network: The TripMill.Ideato da tre ragazzi animati dalla passione per i viaggi ed il desiderio di condividere con gli altri le proprie esperienze, The TripMill si propone come un punto di ritrovo per tutti i viaggiatori.
The TripMill non è riservato soltanto ad un pubblico di appassionati, ma si offre anche ai professionisti del settore: accanto al profilo utente esiste infatti un profilo business dedicato alle varie attività (strutture ricettive, ristornati, locali, negozi, ecc.) che operano nel mondo del turismo.
In questa maniera The TripMill, oltre a fungere da strumento di collegamento fra tutti coloro che amano viaggiare, riesce nell’intento di creare un filo diretto fra l’offerta turistica e la propria, potenziale, domanda.
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Presto un computer che legge la mente?
Un computer che legge i pensieri o che si comanda con le mani, un dispositivo che riconosce la voce, che scannerizza una retina o le impronte digitali. Non sono più scenari di fantascienza o di un film come il ‘cult’ Minority Report, ma fanno parte sempre più della sperimentazione scientifica e tecnologica e potranno in tempi bravi entrare nella nostra quotidianità. Tra le ultime novità quella che arriva dalla UC Berkley School of Information che ha messo a punto un sistema per leggere le password nella mente di un utente. Andando oltre la digitazione delle classiche combinazioni alfanumeriche sempre più violate dagli hacker.Nell’università californiana l’esperimento è stato condotto da John Chuang che ha usato un apparecchio già in commercio che costa circa 100 dollari e si chiama NeuroSky MindSet. È una specie di caschetto con funzioni di elettroencefalogramma non invasive, molto simile alle cuffie che si usano per ascoltare musica. Il dispositivo viene connesso tramite Bluetooth ad un computer che riesce a decifrare le onde cerebrali.
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Google pubblica mappe del tesoro… ma è un Pesce d’Aprile
Recenti ricerche archeologiche condotte nell’Oceano Indiano dal team che scatta le foto di Google Street View hanno portato alla scoperta di un vecchio forziere con all’interno una mappa del tesoro appartenente al famigerato pirata Capitano William Kidd.A quanto pare, il Capitano Kidd aveva seppellito il suo tesoro in giro per il mondo e segnato i punti in cui trovarlo sopra una mappa che si era dispersa nel tempo. Ora, questa mappa è stata ritrovata dai ricercatori Google, ma contiene una varietà di simboli codificati non facilmente decifrabili. Per questo motivo la mappa del tesoro è stata digitalizzata e pubblicata online su Google Maps, in modo che tutti possano contribuire alla ricerca dei tesori preziosi, decifrando questi simboli.
Questo appena raccontato è il curioso ed elaborato Pesce D’Aprile che Google ha organizzato per il 2013, con una versione di Google Maps speciale, disegnata come una mappa dei pirati.
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Buona Pasqua!
DEA sistemi desidera porgere a tutti voi i migliori auguri di Buona Pasqua.Continua la lettura dell’articolo »
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Cerchi un volo aereo? Trovalo con Google
Il motore di ricerca più potente del mondo adesso organizzerà anche le nostre vacanze. Come? Grazie a Google Flight Search, la nuova funzione made in Mountain View sbarcata in Europa. Dopo aver iniziato la sua attività ormai un anno e mezzo fa negli Stati Uniti è oggi disponibile in Italia, Spagna, Regno Unito, Olanda e Paesi Bassi. Il motore di ricerca compara i prezzi dei voli per ogni tipo di destinazione scandagliando la rete alla ricerca delle offerte migliori. Per ora mancano gli accordi con i giganti del low cost come Ryanair e Easyjet, ma le trattative sono in corso per colmare questa lacuna.Il nuovo servizio avrà un sicuro successo per la sua semplicità e immediatezza nell’uso. L’interfaccia è quella comune ai più noti siti di ricerca dei voli (momondo e skyscanner su tutti): dopo aver inserito data e il luogo di partenza ecco comparire la lista di tutti i flights che percorrono quella tratta, ordinati dal più economico al più caro. La vera novità è la possibilità di scegliere i voli direttamente dalla mappa: una volta segnalata la città di partenza compaiono le mete raggiungibili e i prezzi migliori.Continua la lettura dell’articolo »
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Copiando Twitter: Hashtag su Facebook?
Facebook sta lavorando per introdurre l’hashtag, il simbolo del cancelletto caratteristico di Twitter che, anticipando una parola come #papafrancesco, raggruppa i «cinguettii» riguardanti il nuovo pontefice. Lo riporta il Wall Street Journal, che sottolinea come non sia ancora chiaro il modo in cui il nuovo simbolo sarà utilizzato all’interno di Facebook.L’introduzione dell’hashtag non sembra essere imminente. È invece certo che con l’introduzione degli hashtag sarà possibile costruire le conversazioni organizzandole intorno a un particolare tema o evento. Gli utenti avranno un motivo in più per rimanere collegati e, di conseguenza, per vedere più inserzioni pubblicitarie.
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